Recanati in prima linea contro la violenza. Si potrebbero sintetizzare con questo slogan due iniziative, entrambe di matrice recanatese, votate a sensibilizzare sul tema della violenza.
La prima fa capo all’ultimo lavoro della scrittrice Maria Rita Mazzanti. Si intitola “Il mistero della pergamena scomparsa” l’ultimo di tre romanzi polizieschi ad alta suspense che fanno parte della Trilogia “I misteri del Conero” Giaconi Editore. L’autrice conclude la sua triade letteraria con un giallo raffinato e intrigante che offre al lettore spunti di riflessione importanti su grandi temi di attualità, come la Pace nel mondo, la scelta della non violenza, la riscoperta della semplicità e dei valori autentici, e riesce a farlo attraverso il suo stile inconfondibile, dipingendo con sottile ironia il grottesco agire dei criminali.

Una lente d’ingrandimento su una società che impone aspettative esasperanti, generando frustrazioni che spesso degenerano in rabbia, invidia, fino alla violenza.

Nel testo si fa riferimento al 1219, anno in cui il Santo di Assisi, Patrono d’Italia, raggiunse il porto di Ancona. Da lì si imbarcò per la Terra Santa, dove si diresse per portare il suo messaggio di Pace, dopo aver piantato due bagolari, ancora presenti, in una storica residenza di Sirolo affacciata sull’Adriatico, Villa Vetta Marina, luoghi divenuti tappe del Cammino Francescano nella Marca di Ancona. Un percorso unico, tra spiritualità e turismo, che concilia Fede, storia e cultura.
La seconda iniziativa fa invece capo alla psicologa clinica e Criminologa Forense Stefania Mazzanti, legata all’autrice anche da vincolo di parentela. Esperta in analisi di casi di devianza, da poco ha istituito nella città leopardiana uno sportello rivolto a qualsiasi vittima di violenza. “Lo Spazio di Ascolto Antiviolenza offre sostegno sicuro e protezione a chiunque sia stato o pensa di diventare vittima di violenza fisica, psicologica, verbale o digitale – spiega Stefania Mazzanti – Garantisce una rete di supporto e un’assistenza a 360 gradi, fornendo alla vittima supporto emotivo, psicologico, legale, guidandola all’utilizzo dei servizi presenti sul territorio”. Le vittime di violenza si trovano a subire una condizione di isolamento sociale unita ad uno stato emotivo di stress cronico, bassa autostima, dipendenza e sensi di colpa, contribuendo ad uno stato di malessere, inadeguatezza, insicurezza e svuotamento interiore in cui l’unica salvezza è acquisire prima di tutto la consapevolezza dello stato di vittima per riappropriarsi della propria esistenza. La psicologa recanatese afferma che “lo scopo dello Spazio di Ascolto Antiviolenza è sostenere la trasformazione della persona da vittima a protagonista della propria vita, supportandola nel riconoscimento e nell’elaborazione del suo trauma, nel riprendere il controllo sulla propria sfera emotiva, nel ritrovare la propria identità, la dignità, la fiducia in sé stessa e negli altri. In questo modo la persona potrà uscire dalla spirale della violenza e riappropriarsi del suo potere personale”.

Nell’anno che celebra il Santo di Assisi, lanciamo due segnali forti per incamminarci idealmente lungo il Cammino Francescano, per agognare un mondo nel quale la violenza sia messa alla berlina, ovunque si possa respirare un vento di Pace e sia salvaguardata la dignità umana.





