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Frazionamento dell’appartamento e parcheggio condominiale

News 27 Novembre 2019

Per frazionamento di un’unità immobiliare si intende quell’operazione al seguito della quale l’originaria unità immobiliare viene ad essere scomposta in due o più unità aventi caratteristiche di autonomi appartamenti, uffici, ecc..

Il frazionamento è particolarmente utilizzato per ottenere un migliore rendimento di unità immobiliari particolarmente ampie e non più in linea con le attuali esigenze e richieste di mercato. A livello edilizio il frazionamento dell’unità immobiliare è considerato intervento di manutenzione straordinaria, eseguibile in seguito alla presentazione di una CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione di uso.

Chi fraziona un’unità immobiliare in un edificio in condominio per poi cederne una o entrambe, non può non tenere conto dei riflessi di tale operazioni in relazione alle parti comuni. Ricordiamo che il condominio negli edifici è una forma di comunione forzosa. Le abitazioni scaturenti dal frazionamento, quindi, saranno anch’esse abitazioni in condominio e non potrebbe essere altrimenti, con gli stessi beni e servizi comuni di quella originaria, salvo diversa indicazione del titolo. Insomma anche il titolo in questi casi ha la sua importanza. Non come l’originario titolo dal quale discende la formazione del condominio, ma comunque al momento della cessione di una o entrambe le unità immobiliari possono precisarsi degli aspetti.

Quello inerente il parcheggio, entro i limiti di disposizione assentiti dalle norme urbanistiche è un esempio, può esservi un’abitazione con un posto auto di esclusiva pertinenza, ove tale unità immobiliare sia frazionata o quel posto auto resta in comunione tra le due abitazioni, oppure diviene di una sola. Diverso il caso di spazio di parcheggio comune senza posti assegnati in via esclusiva. In questo caso se una delle due unità provenienti dal frazionamento non viene estromessa dall’uso, una volta avvenuta la cessione si aggiunge un comproprietario allo spazio comune, che avrà i medesimi diritti di tutti gli altri.

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Macerata e Ancona molto attive sul mercato del lavoro

News 25 Novembre 2019

Nei primi sei mesi del 2019 su InfoJobs, piattaforma numero uno in Italia per la ricerca di lavoro online, sono state pubblicate circa 5.000 offerte di lavoro nelle Marche, principalmente concentrate nella provincia di Ancona. I dati emersi dall’Osservatorio InfoJobs primo semestre 2019 registrano infatti che nel capoluogo marchigiano si concentra oltre un terzo delle offerte di lavoro della regione con il 34% delle richieste, seguita da Macerata (25%) e Pesaro  Urbino (21%). Completano la rosa delle città Ascoli Piceno con l’11% e Fermo con il 9%.

I settori più attivi: servizi alle imprese e tanta tecnologia
Secondo l’Osservatorio InfoJobs, nelle Marche nei primi sei mesi di quest’anno il settore dove le aziende sono più attive nella ricerca di personale è quello del terziario con Servizi alle Imprese che da solo cuba il 38,8% delle offerte. Seguono Telecomunicazioni a conferma di un crescente interesse nei confronti della tecnologia e dell’innovazione e Consulenza manageriale e revisione, mentre al quarto posto troviamo il mondo del Retail.

Le categorie professionali più cercate sono legate alla produzione e al commercio
Per quanto riguarda le categorie professionali più ricercate nella prima metà di quest’anno, al primo posto troviamo Produzione e Qualità con il 22,5% del totale, seguito da Vendite (13%) e Artigianato (10,5%). Insieme, queste 3 categorie raggruppano quasi la metà delle offerte. Seguono poi al quarto e quinto posto Commercio al dettaglio, GDO, retail (10%) e Amministrazione e contabilità (6%).

L’identikit di chi cerca lavoro: largo ai giovani, Millennials in testa
A livello nazionale, il profilo di chi è alla ricerca di una nuova professione è contraddistinto dalla giovane età e da un buon livello di istruzione: il 61% dei candidati ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, il 63% ha un diploma o una laurea. Più in dettaglio, il 35,7% dei candidati iscritti alla piattaforma InfoJobs nel 2019 appartiene alla generazione dei Millennials (dai 26 ai 35 anni), segue il 25,4% fatto di giovanissimi under 26. La fascia che va dai 36 ai 45 anni con il 22,2% delle candidature è davanti al 13,4% dei 46-55 e al 3,2% degli over 55.

Per quanto riguarda la formazione, il diploma di maturità rimane il titolo più conseguito (41% dei candidati). Il 22% dei candidati ha una laurea, triennale o magistrale, e il 3,5% un dottorato.

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DANNI DA PARTI COMUNI, INTERVIENE L’ASSICURAZIONE

News 14 Novembre 2019

Il contratto rivale l’assicurato per i danni e nei limiti di quanto pattuito, classico esempio nelle polizze stipulate a copertura dei danni derivanti da immobili è l’ipotesi di danno derivante dalle tubature. In questi casi, salvo il caso di esclusione dell’operatività della polizza (es. alcune volte non è coperto il danno causato da vetustà delle tubazioni), l’assicurazione rivale l’assicurato per i danni che la sua cosa ha causato.

Può, ad esempio, esistere una franchigia, cioè una esenzione dall’obbligo di pagamento se il danno è contenuto entro una determinata somma, solitamente, poi, la franchigia è comunque detratta dall’indennizzo riconosciuto per il danno.

Ricordiamo che al condomino spetta azione diretta esclusivamente verso il condominio e che la domanda di risarcimento del danno deve essere preceduta dall’esperimento del tentativo obbligatorio di negoziazione assistita. Qualora l’assicurazione dovesse riconoscere un indennizzo minore al danno che si ritiene di aver subito, il condomino può trattenere la somma a titolo di acconto sul maggior dovuto dal responsabile dei danni.

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Digital Channel Forum Vision 2020: grande successo per l’evento di CIPS Informatica

News 9 Ottobre 2019

Si è concluso venerdì 4 ottobre con la cena di gala presso il Relais San Clemente di Perugia il Digital Channel Forum Vision 2020 di CIPS Informatica – distributore italiano di prodotti hardware e software specializzato in sicurezza informatica e innovazione dei sistemi informativi con focus sul modello dei Servizi Gestiti – che ha visto impegnati in una due giorni di dibattiti operatori del canale dell’Information Technology italiano, aziende partner e relatori d’eccezione che si sono confrontati sulle più importanti e innovative proposte per il canale in previsione dell’anno 2020.

Il Digital Channel Forum tradizionalmente ha luogo due volte l’anno (in primavera e in autunno) e propone un format moderno e appealing, per un momento unico e di confronto rivolto agli operatori professionali dove è possibile apprendere le strategie più innovative, conoscere le nuove frontiere del canale, acquisire gli strumenti necessari a sviluppare il business in modo efficace.

In particolare, CIPS Informatica e le aziende partner, tra cui SolarWinds MSP, Netwrix, Lancom System, Sangfor, Hornetsecurity, Netalia, VoipVoice, 4Plays, 3CX, Aruba Enterprise hanno parlato di: avvento dell’IoT, rivoluzione Cloud nella PA, sicurezza basata sull’IA, nuovi modelli di business per MSSP, nuove frontiere delle TLC, gestione del dato fuori dall’impresa, GDPR e sistema sanzionatorio.

Con i nostri partner e collaboratori in questi due giorni abbiamo condiviso argomentazioni importanti quali: la sicurezza informatica declinata in termini di gestione e controllo, dove la progettazione di un sistema informatico ‘sicuro’ non può prescindere dall’attenzione alle possibilità di gestione dello stesso e la complessità di tipologie non prevede più una differenziazione tra scenari BIG company e SMB; le nuove tecnologie già presenti in alcune soluzioni strategiche (come machine learning e implementazione di reti neurali) che permettono di sfruttare i paradigmi dell’intelligenza artificiale, della gestione e del controllo; le implicazioni tecniche e normative, che sono alla base di una corretta valutazione delle soluzioni di sicurezza informatica e infine il paradigma MSP/MSSP, che estende l’offerta di servizi di gestione e controllo al mercato SMB” ha commentato Mario Menichetti, CEO di CIPS Informatica.

È stato inoltre possibile ascoltare il punto di vista, e confrontarsi direttamente, con:

– Dott. Giuseppe Giuliano, Funzionario del Dipartimento Attività Ispettive e Garante per la protezione dei dati personali, che ha fatto il punto sul GDPR spiegando cosa sta succedendo in questo momento e che ha illustrato case study esemplificative, concentrandosi poi sulle buone pratiche e sulle modalità di accertamento

– Avv. Giuseppe Serafini,Law Firm, ISO/IEC 27001 Lead Auditor IT Laws, Forensics, Privacy & Security, che ha parlato di come tracciare i comportamenti per proteggere l’azienda dall’interno con l’IA, di ambiti e limiti di applicazione, riferimenti normativi e raccomandazioni internazionali.

– Francesco Marradi, Deputy Program Director, Eurofighter Programme Office, Italian MoD che ha parlato di “resilienza” come livello superiore della protezione e di convergenza tra “civile” e “militare” nella realtà aziendale.

Dott. Roberto Palazzetti, Vice-Presidente Nazionale e Coordinatore per l’Umbria di Assintel, che ha illustrato le ultime tendenze del mercato ICT in Italia alla luce di recenti analisi statistiche.

Informazioni su CIPS Informatica:
CIPS Informatica è un distributore italiano di prodotti hardware e software specializzato in sicurezza informatica ed innovazione dei sistemi informativi, con un focus particolare sul modello dei Servizi Gestiti. Fondata nel 1991, in collaborazione con i migliori produttori internazionali di hardware e software, CIPS Informatica fornisce supporto pre-sales e post-sales di alta specializzazione, servizi di formazione e certificazione ai propri partner a tutti i livelli in aula e tramite online webinar e organizza seminari tematici e workshop reiterando ogni giorno l’impegno per trasferire know-how al canale.

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ANIMALI IN CONDOMINIO E ASSICURAZIONE

News 4 Ottobre 2019

Il diritto del singolo condomino di tenere con sé animali di affezione non è assoluto o illimitato, ma deve essere contemperato con il diritto alla salute e alle esigenze personali di vita connesse all’abitazione degli altri condomini. Accertato che gli animali possono stare presso la proprietà privata dei condomini (anche in presenza di divieti regolamentari), tuttavia, però, è bene anche sottolineare che il comma 5 dell’art. 1138 c.c. fissa soltanto un limite alla potestà regolamentare incidente sulla proprietà singola, senza recare alcuna disciplina sull’uso delle parti comuni.

Ad ogni modo, il condomino è responsabile dei danni cagionati dall’animale di sua proprietà sia che fosse sotto la sua custodia sia che fosse smarrito o fuggito salvo che provi il caso fortuito. La responsabilità incorre tutte le volte che il danno sia stato prodotto con diretto nesso causale da un fatto proprio dell’animale, a prescindere dall’agire dell’uomo (ad esempio, il cane ha distrutto le piante del vicino).

Ad ogni modo, secondo l’ordinanza del Ministero della salute del 6 agosto 2013 “Ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” prorogata con successivi provvedimenti, tra questi Ordinanza 25/06/2018, i proprietari dei cani inseriti nel registro dichiarati a rischio elevato di aggressività compilato e aggiornato dai servizi veterinari, devono stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane.

 

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CONDOMINIO: L’OBBLIGO DI REPERIBILITÀ DELL’AMMINISTRATORE

News 2 Ottobre 2019

Il rapporto che lega l’amministratore al condominio è stato prevalentemente configurato, dalla dottrina e dalla giurisprudenza, come un mandato oneroso con rappresentanza, che impone al mandatario professionista l’obbligo di compiere la propria attività amministrativa.

Ebbene, in tutti gli articoli del codice civile riferiti alla materia condominiale, il legislatore non fa mai riferimento ad alcun obbligo di reperibilità dell’amministratore di condominio, limitandosi soltanto a prescrivere, all’art. 1129 c.c. quinto comma c.c., che spetta all’amministratore far installare presso il condominio una targa contenente i suoi recapiti.

Peraltro nessuna norma prescrive che l’amministratore di condominio, per espletare la propria attività amministrativa, debba essere necessariamente dotato di un numero di telefono, di conseguenza,  non è corretto parlare di obbligo di reperibilità dell’amministratore di condominio, ma piuttosto di disponibilità dell’amministratore di condominio a colloquiare con i condomini. Tale disponibilità dipende soltanto dal buon senso dell’amministratore, ossia dalla sua capacità di valutare e distinguere le modalità da adottare per la gestione del condominio.

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LAVORI IN CASA: TUTTI GLI SCONTI FISCALI

News 30 Settembre 2019

Ristrutturazioni, acquisti ed affitti godono di importanti agevolazioni e bonus e sono soprattutto i lavori edilizi quelli che suscitano l’interesse dei contribuenti italiani. La novità che punta ad incentivare i lavori in casa e contribuire alla ripresa del settore è la possibilità di trasformare la detrazione Irpef riconosciuta per lavori di cui all’eco-bonus e al sisma- bonus in sconto immediato in fattura. Risparmio subito, senza l’attesa del pagamento del rimborso fiscale in 10 o 5 anni da parte dell’Erario e con successiva compensazione del credito anticipato da parte dell’impresa. Il bonus ristrutturazioni 2019 è riconosciuto per i lavori in casa di manutenzione straordinaria negli edifici privati ed esclusivamente per i condomini anche per i lavori di manutenzione ordinaria.

Ecco l’elenco delle spese ammesse al bonus ristrutturazioni:

  • interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenzialio sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (ascensori o montacarichi, installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi);
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del
    compimento di atti illeciti da parte di terzi (cancelli, grate, porte blindate, casseforti, fotocamere collegate a vigilanza privata, ecc..);
  • interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici;
  • interventi per l’adozione di misure antisismiche come opere per la messa in sicurezza statica;
  • interventi di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante);
  • installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • installazione corrimano.

Per chi intende comprare la prima casa anche nel 2019 è prevista la possibilità di beneficiare della riduzione dell’imposta di registro o dell’IVA agevolata se si acquista rispettivamente da un privato o da un’impresa costruttrice.

Il bonus prima casa 2019 prevede:

  • se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione IVA:
    • imposta di registro al 2% (anziché al 9%);
    • imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
    • imposta catastale fissa di 50 euro.
  • se si acquista da un’impresa con vendita soggetta ad IVA:
    • IVA al 4% (anziché al 10%);
    • imposta di registro fissa di 200 euro;
    • imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
    • imposta catastale fissa di 200 euro.

Il bonus prima casa è rivolto a tutti i contribuenti che intendono comprare l’abitazione principale ed è riconosciuto anche quando, al momento dell’atto di acquisto, si possiede un’altra abitazione per la quale si è fruito della stessa agevolazione.

Anche affittare casa conviene, grazie alla possibilità di optare per il regime di tassazione sostitutivo Irpef della cedolare secca 2019. La cedolare secca è il regime fiscale opzionale con il quale i titolari di immobili concessi in locazione possono scegliere di tassare il reddito da locazione ad aliquota fissa del 21% o del 10%. Si tratta di un regime fiscale alternativo alla tassazione Irpef dei redditi basata su aliquote e scaglioni: il calcolo delle imposte dovute per chi aderisce alla cedolare secca sugli affitti 2019 non verrà effettuato sul reddito complessivo ma in misura fissa esclusivamente sul reddito da locazione. Inoltre, la cedolare secca comprende anche addizionali comunali e regionali, imposta di bollo e di registro.

Sono, quindi, due le aliquote previste dal regime della cedolare secca nel 2019:

  • cedolare secca al 21%per i contratti di locazione a canone libero;
  • cedolare secca al 10%per i contratti di locazione a canone concordato 3+2 stipulati in comuni con carenza di soluzioni abitative, densamente popolati, contratti transitori, contratti d’affitto a studenti universitari o in comuni colpiti da calamità naturali.

Come disposto dall’Agenzia delle Entrate la cedolare secca 10% si applica anche in favore dei contratti transitori stipulati nel 2019, non inferiori ad un mese e non superiori a 18 mesi. La novità del 2019 è che sarà possibile optare per la cedolare secca anche in caso di locazione di immobili commerciali: l’imposta sostitutiva dovuta sarà pari al 21% e sarà possibile beneficiare dell’agevolazione per l’affitto di immobili appartenenti alla categoria catastale C\1, di superficie fino a 600 MQ (pertinenze escluse). Vi sono tuttavia dei vincoli: la cedolare secca commerciale sarà preclusa nel caso in cui alla data del 15 ottobre 2018 risulti già un contratto in essere tra gli stessi soggetti e per lo stesso immobile.

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Anconabox Self Storage compie quattro anni e amplia i servizi offerti

News 20 Settembre 2019

Anconabox Self Storage, il deposito “fai da te” per privati, aziende e professionisti, ha spento   da poco le sue prime quattro  candeline. In questi anni l’attività ha suscitato  forte interesse e avuto  notevole riscontro per la tipologia innovativa del servizio offerto,   utilizzato da una clientela non solo  del capoluogo dorico ma anche proveniente dal resto dell’Italia e dall’estero.

Un’idea che è partita dalla volontà di  ristrutturare e riconvertire un  edificio di archeologia industriale situato alle porte di  Ancona, a circa 500 metri dalla stazione ferroviaria e dal porto turistico. Il risultato? Un servizio per la città e il territorio, gestito all’insegna del motto “massima flessibilità e sicurezza”, che è stato appena ampliato nell’offerta.  La struttura occupa ora   una superficie di oltre 2000 metri quadri, è dotata di circa 250  box  di diversa metratura e può rispondere alle esigenze e alle tasche di tutti coloro  in cerca di uno spazio protetto dove tenere oggetti personali,  attrezzature per la propria attività o  archivi cartacei.  Qualche esempio? I box sono  stati  ‘adottati’ dai privati per custodire i mobili durante la  ristrutturazione della propria abitazione,  durante un trasferimento all’estero  o anche  solo per  avere uno spazio extra quando la casa è diventata troppo piccola. Ospitano tuttavia anche archivi di professionisti, attrezzature sportive o da lavoro, materiale di aziende di altre regioni che necessitano di un deposito in zona. Anche molti studenti universitari non residenti  sono ricorsi ad Anconabox per riporvi i propri effetti durante la pausa estiva delle lezioni.

I box  sono  alti 2 metri e 70,  permettendo il più ampio utilizzo anche in altezza, e  sono di tre categorie: piccola (da 1 a 5 mq), media (da 6 a 11), grande (da 12 a 23). L’offerta è ora arricchita dalle ‘baby box’, dei ‘locker’, della dimensione di un metro cubo, utili per riporre oggetti di ridotto volume.  Massima flessibilità, quindi. Anche per il prezzo,  che varia a seconda della grandezza e del periodo di utilizzo (da un mese  a uno o più anni)  e che parte da 30 euro mensili per le soluzioni più piccole.  Sono inoltre previste promozioni e sconti sia per il pagamento anticipato di più mensilità sia per lunghe permanenze. Quanto alla  sicurezza, tutti i box sono allarmati singolarmente e l’intera struttura è sorvegliata tramite un sistema di  telecamere e collegata al pronto intervento della vigilanza.  Accessibilità assicurata 24 ore su 24  7 giorni su 7.  Anconabox Self  Storage è il primo “deposito fai da te” aperto nelle Marche. Il servizio, che ha esordito una quindicina d’anni fa in alcune grandi città italiane, rende anche la  regione  Marche al passo con i tempi.

BOX INFO
Via Flaminia 67/c,   60126 Ancona
tel.071/44613-337/1212793
info@anconabox.it
www.anconabox.it

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DECRETO CRESCITA LE NOVITA’ NEL SETTORE IMMOBILIARE

News 25 Luglio 2019

Il decreto-legge “crescita”, come convertito in legge, contiene diverse disposizioni riguardanti la casa e il settore immobiliare.

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CONDIZIONATORE E BONUS FISCALI

News 19 Luglio 2019

L’estate è arrivata e con essa i caldo intenso, molti valutano l’acquisto di un condizionatore, e con esso va valutato anche il bonus fiscale relativo:.

La prima ipotesi è quella del bonus ristrutturazioni 2019. In questo caso l’incentivo viene erogato a chi fa lavori, appunto, di ristrutturazione edilizia e, in quest’occasione, acquista anche un condizionatore (ma possono essere pure caloriferi): si può ottenere una detrazione del 50% sulla cifra investita, dilazionata in dieci anni in quote di pari importo

La seconda possibilità è fornita dall’agevolazione per il risparmio energetico – più nota come Ecobonus – che consente di detrarre una quota più alta rispetto al bonus ristrutturazioni: il 65%. Ci sono però delle condizioni da rispettare: il nuovo impianto di condizionamento deve sostituirne uno già esistente, non deve né aggiungersi né essere il primo. Oltre al fatto che il sistema deve rispettare i parametri minimi di prestazione energetica.

L’ultima opzione è quella del Conto Termico: al contrario delle prime due misure non è una detrazione: si tratta di un bonus che può arrivare fino a 5000 euro e viene direttamente erogato a chi ne ha diritto. L’importo esatto del bonus dipende da due variabili: la zona climatica e il tasso di prestazione energetica dell’impianto. Anche in questo caso il bonus scatta solo per chi sostituisce l’impianto, non per chi ne installa uno nuovo, e a condizione che il sistema utilizzi una fonte energetica rinnovabile (aerotermico, geotermico o idrotermico).

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