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Meeting dei giornalisti cattolici e non, edizione 2020

Si è svolta nei giorni scorsi in video conferenza l’edizione 2020 del meeting che vede confrontarsi da alcuni anni i giornalisti cattolici e non. Il meeting viene organizzato a Grottammare, ma quest’anno, a causa dell’emergenza dovuta al coronavirus, è stato organizzato come detto, in video conferenza. Ce ne parla il giornalista marchigiano Simone Incicco che se ne occupa da tempo.

Ha avuto esperienze nell’associazionismo?  “Si, sono stato membro del gruppo Scout di Grottammare per oltre 12 anni e ho avuto varie esperienze di volontariato tra cui una di oltre 10 anni in un’associazione locale denominata “La Formica”, nella protezione civile e altre realtà sociali locali”.

Le piacerebbe scrivere libri magari traducendoli in più lingue?  “Mi sarebbe piaciuto scrivere un libro sul Paradiso, perché probabilmente stiamo perdendo la capacità di guardare oltre. Per usare un’immagine è come se fossimo in riva al mare e guardassimo sempre l’andare e rivenire delle onde che bagnano i nostri piedi e ci perdessimo la bellezza della prospettiva dell’orizzonte”.

Quali siti web segue maggiormente?  “Quelli di informazione e che riguardano la nostra professione di giornalisti”.

Quali giornali cartacei legge maggiormente?  “Avvenire, il Corriere della Sera, Repubblica e i giornali locali”.

Cosa si potrebbe fare, invece, perché in Italia ci sia una vera cultura della corretta informazione?  “Probabilmente basterebbe rispettare le norme deontologiche della nostra professione”.

Ha un suo sito o un blog personale dove parlare di diversi argomenti?  “No”.

C’è qualcuno in particolare che lei avrebbe voluto ascoltare o conversarci, intendo scrittori, giornalisti, filosofi, musicisti e non solo, ma ancora non ha avuto modo di farlo?  “Con giornalisti e magistrati per comprendere meglio il nostro mondo, in particolare con quelli con cui non ho avuto modo di dialogare e cioè Don Luigi Ciotti e con il Dott. Nicola Gratteri”.

Segue documentari?  “Non quanto vorrei per motivi di lavoro”.

A scuola leggeva il cosiddetto quotidiano in classe?  “Si, alle superiori avevo fondato insieme a degli amici il giornale d’Istituto che ho diretto per 3 anni. È stata una bellissima esperienza che ha fatto crescere in me la passione per il giornalismo”.

Parliamo di giornalismo sportivo: legge quotidiani o riviste sportive?  “No, non sono appassionato di sport”.

Come mai il Meeting dei giornalisti cattolici e non, è stato organizzato a Grottammare per l’edizione 2020?  “Come per tanti altri eventi per i motivi legati alla pandemia del Coronavirus. Abbiamo pensato però di non perdere la ricchezza del Meeting e di organizzare un appuntamento in diretta streaming”.

Con quale criterio è stato formato lo staff di giornalisti che ha fatto parte della tavola rotonda?  “Le tavole rotonde sono state studiante dal comitato scientifico che quest’anno è stato composto da: Don Giampiero Cinelli, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ascoli Piceno, Giovani Tridente, Docente di giornalismo presso la Pontificia Università della Santa Croce, Alessandra Ferraro, Caporedattrice della TgR Valle d’Aosta e Bruno Mastroianni, Filosofo, giornalista, social media manager di trasmissioni televisive”.

Come cambierà il mestiere di giornalista dopo il coronavirus?  “Sinceramente non saprei dire come cambierà, ma sono sicuro che ci sarà ancora più bisogno di professionalità, prossimità, del confronto vero con la realtà e con i fatti, tenendo sempre al centro l’uomo.  In questi mesi siamo stati tutti immersi in un fiume di parole formato da dati e tante opinioni. La maggior parte dei giornali ha saputo affrontare questa realtà con un’informazione quotidiana di qualità.  Inoltre, i giornalisti, sentendo ancor di più l’importanza dell’informazione, hanno cercato di soppesare maggiormente le parole così da non agire sulle emozioni del lettore ma su un doveroso senso critico. Poi le eccezioni ci sono sempre ma dobbiamo far sì che rimangano tali e proseguire sul buon lavoro”.

Può parlarci dell’associazione di cui lei fa parte che ha organizzato il convegno?  Negli ultimi anni il Meeting è stato organizzato in collaborazione con il quotidiano “Avvenire”, l’emittente televisiva “TV2000”, InBlu Radio, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici” (FISC), l’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), l’Ordine dei giornalisti, l’Agenzia SIR, l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana. È una realtà che ha le sue basi nell’amicizia e il Meeting cresce soprattutto grazie a questo”.

Vuole aggiungere altro?  “Colgo l’occasione di ringraziare tutti gli illustri relatori, gli amici del Meeting, il comitato scientifico e “Padre Pio TV” che ha trasmesso sui propri canali social l’evento.  Ringrazio infine lo sponsor ufficiale ‘Editrice Shalom’ e l’associazione ‘Lido degli aranci’ per la preziosa collaborazione”.

 

Tatiana Chiarini con la collaborazione di Francesco Ciccarelli

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