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Carnaval Vivaldi della Compagnia del Teatro di Roma ha debuttato in anteprima nazionale al Teatro Rossini di Civitanova Marche

CARNAVAL VIVALDI della compagnia del teatro di Roma ha debuttato in anteprima nazionale il 16 luglio 2026 al Teatro Rossini di Civitanova Marche, nell’ambito del progetto Prove D’autore 2024 promosso dal Network AnticorpiXL. Carnaval Vivaldi è uno spettacolo che evoca uno sfarzoso carnevale settecentesco, in cui la follia carnevalesca si manifesta attraverso vitalità, gioia e trasformazione profonda, con costumi pieni di dettagli e maschere simboliche che trasformano i personaggi in figure archetipiche del rito.

Lo spettacolo esplora il tema della colpa, del sacrificio e della fragilità umana in un Carnevale senza fine, dove tutti sono insieme vittime e carnefici. Tra ombre, apparizioni e immagini oniriche, le maschere cadono una dopo l’altra, rivelando una verità universale: di fronte alla finitezza della vita, ogni differenza svanisce e si apre la possibilità di una nuova rinascita. Applausi per le otto figure simboliche che danno vita a un viaggio visionario tra festa, rito e tragedia.

Giunti da un tempo remoto, gli otto personaggi animano la scena intraprendendo un viaggio dove passato e presente si legano attraverso riti, feste, profezie, apparizioni e tragedie. L’atmosfera onirica prende forma in un suggestivo susseguirsi di trasparenze e giochi d’ombre che definiscono il quadro visionario di una società in preda all’ irrequitezza da cui emerge il desiderio di riappropriarsi dell’identità personale e collettiva. La vita è un “Carnevale” e nella sospesa dimensione spazio – temporale tra sogno e realtà, le maschere interagiscono in un’ alternanza di metamorfosi tra momenti di sfrenata allegria e tristezza.

La musica barocca di Vivaldi e quella contemporanea di Luca Salvadori accompagnano ogni momento, alternando nuovi brani originali, vivaci e ritmati, a passaggi più nostalgici e meditativi, creando così un’atmosfera immersiva che guida il pubblico in un viaggio tra realtà e illusione, esaltando l’esperienza coinvolgente offerta allo spettatore, che viene qui invitato ad una riflessione sull’apparire, che trova espressione nella maschera, e sull’introspezione personale, in una follia condivisa che si fa sempre più assoluta e si estremizza nell’annullamento del singolo soggetto. L’ambientazione scenica crea momenti di festa sfrenata, ma anche di introspezione, con giochi di luce e movimento che sottolineano la metamorfosi dei protagonisti, sospesi tra identità mutevoli e desideri nascosti

La coreografia e la regia sono di Chiara Ameglio, figura di spicco della danza e della scrittura scenica del teatro di Roma.

Testo:  Michele Biancucci, Michela Tempestilli

Foto: archivio Balletto di Roma

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