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Il Presidente della Repubblica all’Università di Macerata

“Qui a Macerata riprendo un viaggio che dura ormai da cinque anni attraverso i nostri atenei, cioè quel tessuto di approfondimento e trasmissione del sapere che costituisce fondamentale elemento di garanzia per il nostro Paese”.

Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipando  all’inaugurazione dell’anno accademico – 730° dalla fondazione – dell’Università di Macerata, che ha potuto finalmente accogliere la massima carica dello Stato, dopo che la cerimonia originariamente programmata per il 9 marzo era stata cancellata dal lockdown.

L’Ateneo maceratese è stato il primo ad essere visitato dal Presidente dopo il fermo nazionale. “Lo sguardo – ha detto – è rivolto al futuro e questo ateneo lo ha dimostrato con la reazione pronta all’evento drammatico del terremoto, riprendendo le attività pochissimi giorni dopo il sisma, e, come i nostri atenei in tutta Italia, in occasione della pandemia, trovando formule nuove e modalità efficaci per il mantenimento del rapporto tra docenti e studenti”.

Per l’occasione, l’Università di Macerata ha voluto rendere onore all’Università di Bergamo consegnando il sigillo di Ateneo al rettore Remo Morzenti Pellegrini “Per aver svolto con dedizione, lungimiranza e competenza il ruolo di Rettore in un momento complesso e difficile come quello dell’emergenza pandemica, tuttora in atto, rappresentando per gli studenti e la Comunità accademica anche nazionale, un esempio da seguire”.

L’arrivo in piazza

Accolto in piazza dagli applausi di docenti, studenti e personale amministrativo, Mattarella è stato salutato dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, dal prefetto Flavio Ferdani, dal presidente della Provincia Antonio Pettinari, dal sindaco Sandro Parcaroli. Accompagnato dal Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi e dal rettore Francesco Adornato, il presidente ha fatto poi ingresso al Teatro Lauro Rossi, dove era ricorrente l’immagine del banditore ritratto negli affreschi dell’Aula Magna, per ricordare la storia secolare che lega UniMc all’avvio dello studium legis del 1290.

Un Ateneo in crescita

“Dopo più di sette secoli siamo qui, testimoni ed eredi di una prestigiosa tradizione e del prezioso lascito di donne e uomini che, a Macerata, hanno insegnato, studiato e prestato la loro opera” ha detto il rettore nella sua relazione, ricordando illustri docenti come i presidenti della Corte Costituzionale, Piero Alberto Capotosti, Annibale Marini, Paolo Grossi oltre a Costantino Mortati, autorevole Costituzionalista e giudice della Corte Costituzionale.

“Oggi, nel 730° anniversario dalla Fondazione, siamo qui insieme a rinnovare la nostra ostinata fiducia nel futuro”, ha aggiunto, descrivendo un Ateneo in crescita – ad oggi si registrano 7.233 domande di iscrizione e 1.413 matricole effettive, “crogiuolo di lingue, culture, etnie, volti ed esperienze di giovani studenti.

Manfredi: Recovery Plan strategico per il sistema universitario e della ricerca

Lo sguardo al futuro è emerso anche dagli altri interventi, a cominciare dal Ministro dell’Università e delle ricerca Gaetano Manfredi. “In questo momento – ha detto – per guardare al futuro della nostra università, del nostro sistema della ricerca nazionale, c’è bisogno di risorse. In questi giorni il pensiero non può che andare al Recovery Plan, al piano di ripartenza del Paese. Grazie a queste risorse dobbiamo trasformare quella che è stata una tragedia in un’opportunità, in un grande momento di futuro”.

Il direttore generale dell’Ateneo Mauro Giustozzi ha, poi, illustrato gli investimenti dell’Ateneo in termini di strutture e servizi; la rappresentante del personale tecnico amministrativo Clementina Fraticelli ha ricordato il valore delle biblioteche come giacimento del sapere.

La febbre dei giovani

Sono stati soprattutto gli interventi degli studenti: Nicola Maraviglia, Damian Czarnecki, Viorica Ursu e Arianna Giulianelli ha colpire il Presidente per la loro volontà di essere protagonisti del proprio futuro. “Mi hanno fatto venire in mente – ha detto il Capo dello Stato – alcune parole di Bernanos che diceva ‘è la febbre dei giovani che mantiene la temperatura normale nel mondo’, perché se quella si raffreddasse il mondo gelerebbe. Non è dagli anziani che può venire il calore delle prospettive, dei progetti, delle spinte verso il futuro'”.

La ricostruzione post sisma

E anche il futuro del territorio è fortemente all’attenzione del Presidente. “La ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto rappresenta un impegno primario ed io continuerò a seguirla con grande attenzione”

Democrazia e libertà

Il capo dello Stato ha, poi, spostato la riflessione sul concetto di libertà, citando un passo della prolusione del professor Luigi Alici, ordinario di filosofia morale, ha rimarcato: “Lei coglie nel segno quando parla del virus dell’individualismo, del riemergere dell’ego dei singoli e degli Stati. Mi è venuto in mente un passo di Costantino Mortati che qui è stato rettore: la democrazia poggia su una concezione, su una valutazione ottimistica dell’essenza dello spirito dell’uomo. Quando questa viene meno si indebolisce anche la democrazia e anche il senso di eguaglianza “.

E, ancora: “La libertà esiste solo se si integra si integra e si realizza insieme a quella degli altri. Una libertà rivendicata o anche soltanto praticata in maniera esclusiva non sarebbe tale, sarebbe una richiesta di arbitrio”.

 

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