HomeEventiSpettacoliGrande successo per lo spettacolo degli STOMP nella turnée marchigiana

Grande successo per lo spettacolo degli STOMP nella turnée marchigiana

Gli STOMP, inimitabili ballerini, percussionisti e performer, si sono esibiti nelle Marche al Teatro Dell’ Aquila di Fermo da martedi 17 a giovedi 19 febbraio per poi proseguire la loro turnée regionale al Teatro la Fenice di Senigallia sabato 21 e domenica 22 febbraio, patrocinati da AMAT con il contributo di regione Marche su iniziativa delle rispettive amministrazioni comunali.

Era il 1996 quando questo fenomeno ritmico – atletico deliziò per la prima volta il pubblico italiano al Teatro Nazionale di Milano, e da allora le loro esibizioni nel belpaese hanno sempre registrato un ampio consenso di pubblico e di critica, acclamati dalla stampa e dal calore degli spettatori, deliziati e trascinati dai loro rivoluzionari spettacoli all’ insegna di scope, bidoni, sacchi, rottami metallici e residui da officina meccanica, densi di ritmo ed energia, degni paladini di un’ estetica visiva e sonora in pieno stile post industriale, con un approccio rumorista e sperimentale perfettamente assemblato e coordinato in composizioni ben strutturate.

Il gruppo fu fondato nel 1991 a Brighton dalla geniale creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, entrambi con un passato nella street band Pookiesnackenburger e nel gruppo teatrale Cliff Hanger, che avevano presentato al Festival di Edimburgo una serie di “musical di strada”. Poi firmano uno spot, rimasto famoso, “Bins” per la birra Heineken, dove venivano “suonate” le lattine e diversi oggetti della strada (ringhiere, bidoni della spazzatura).

Gli Stomp vantano oggi 30 anni di attività e successi nei più importanti festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, da Los Angeles a Tokyo, in oltre 40 paesi e con 5 formazioni internazionali fisse. Tra i premi, STOMP ha vinto un Premio Laurence Olivier per la Migliore Coreografia ed è stato nominato per il Premio Laurence Olivier come Miglior Spettacolo.

Spiega Steve McNicholas, uno degli inventori degli STOMP «Spero che il nostro spettacolo ispiri a guardare il mondo in maniera diversa, con occhi creativi. È un gesto di sfida al materialismo, se possiamo fare musica con qualsiasi cosa allora può farlo chiunque».

Un proclama forte. Anche se non è proprio così: la musica va studiata, le orchestre hanno bisogno di tempo e qualità per emergere. Ed è quello che hanno fatto loro per rimanere al passo con i tempi, riuscendoci.

«STOMP è una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap» scrivono nella loro presentazione. «È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art. È trasgressione heavy metal e satira anti inquinamento» e riesce nell’incredibile compito di esprimere con immediatezza il fascino, i contrasti e le utopie del mondo del Duemila.

Le performance degli STOMP non hanno una trama né tantomeno personaggi, dialoghi o parole; i vari frames in cui è diviso lo spettacolo partono da una struttura sonora elementare che si evolve poi in un climax ascendente di gesti, movimenti ritmici e coordinati, spettacolari, ma di fisicità esplosiva, gestualità coordinata ed energetica e sovrapposizioni sonore che completano la struttura rumorista in una logica di successioni timbrico percussionistiche a completamento dell’ opera performativa.

I loro spettacoli incantanto per il disarmante e fanciullesco candore con cui riescono ed elevare a pura poesia, attraverso il riuso e la decontestualizzazione funzionale, l’oggetto banale ed insignificante, a volte disgustoso residuato da pattumiera, innalzandolo a opera d’ arte, a metafora dell’ incanto e della magica bellezza che può originare anche dall’ apparentemente brutto e sporco.

La loro poetica si concentra su elementi umili, naturali e quotidiani, che acquistano un significato profondo, affermando così una linea di pensiero basato sulla capacità di cogliere l’essenza misteriosa delle piccole cose per svelare corrispondenze nascoste di oggetti umili eapparentemente inanimati.

Michele Biancucci

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