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Si stanno spegnendo le luci del Luna Park, ne parliamo con il Vice Presidente Nazionale Paolo Carlo Suffer

“I viaggiatori della luna” così venivano definiti gli esercenti del luna park.           Le piazze buie si riempivano di colori e la gente faceva la fila per salire sulle attrazioni. Uomini che spingevano le donne sulla intramontabile “calci in culo”, anche quello era un modo per conoscersi, per approcciarsi. Si respirava aria di gioia e festa durante le fiere e al loro arrivo.

Leggo lo sfogo di Chantalle Boschi su un post di facebook: “Lo spettacolo viaggiante si sta spegnendo. Si stanno spegnendo le luci del luna park e con lui se ne va quell’entusiasmo quasi fiabesco che portava nella tua città. Non ci saranno più canzoni assordanti sul tagadà, non sentirai più quell’odore nauseante di zucchero filato, non si udiranno più le risate di una serata tra amici e famiglia in attesa che la macchinetta dell’autoscontro si liberi. Non ci saranno più gli occhi puntanti sulla “calci in culo” cercando di scommettere su chi prenderà il fatidico fiocco. Svanirà quell’aria gioiosa fatta di luci e felicità che nonostante tutto ti fa tornare bambino anche se oramai sei adulto.”

Trovo una Legge del 18 Marzo 1968 N 337 : Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante(GU serie Generale N. 93 del 10\04\1968:

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA la seguente legge:                          Art. 1. Lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e dello spettacolo viaggiante. Pertanto sostiene il consolidamento e lo sviluppo del settore.

A questo punto incontro il Vice Presidente Nazionale dello spettacolo viaggiante, Paolo Carlo Suffer, che dopo avergli letto la legge, guardo il suo viso molto preoccupato, e mi dice: “ Erano bei tempi, molto duri perché non avevamo la tecnologia che abbiamo ora. Per installare un autoscontro lavoravamo anche la notte, sotto la pioggia o il sole che bruciava sulla pelle. Il nostro lavoro tramandato da padre in figlio, famiglie intere che lavorano e mangiano con i mestieri. All’epoca si lavorava e la cosa principale era che eravamo tutelati!

Con il passare degli anni, sono aumentate le richieste, ci hanno chiesto codici identificativi per le nostre attrazioni con costi abbastanza esosi, abbiamo fatto corsi per il PAV, corsi per il corretto montaggio, corsi di primo intervento e ci siamo rimessi tutti in gioco. E’ il nostro lavoro!

Dai centri in alcuni paesi ci hanno spostato all’esterno. Suolo pubblico da pagare, acqua, luce, assicurazione delle attrazioni e dei mezzi, collaudi dei giochi da effettuare annualmente, marche da bollo sulle domande e per il rilascio dell’autorizzazione temporanea.

Quest’anno anche il Covid -19! Alcuni del settore hanno potuto aprire per un mese il luna park, ma il lavoro non ha ripagato le spese. Chi invece faceva solo eventi fermi da Ottobre 2019.

Solo qui allo stadio del Conero ci vivono 120 famiglie. Abbandonati! Con difficoltà enormi ad andare avanti, figli alle elementari, medie e superiori. Siamo senza lavoro e senza prospettive visto che anche il Natale ci è saltato. Dimenticati! Abbiamo bisogno di aiuto.

Nel 1968 lo Stato sosteneva il consolidamento e lo sviluppo del settore… Ora come ora, ci portano a spegnere definitivamente le luci.”

Sonia Iacchelli

 

Chantalle Boschi

Paolo Carlo Suffer

 

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