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I colori di un’anima

Anno 1970 avevo 3 anni,  a Canzonissima vedo per la prima volta Massimo Ranieri. Lo ricordo ancora con la giacca bianca ,camicia nera e papillon nero. Bellissimo! Ora che ci penso bene la TV era in bianco e nero quindi non saprei dire quali colori indossasse realmente. Unica cosa di cui sono certa che rapita dalla canzone Vent’anni, il la la la con la voce di bambini ed il momento in cui canta del suo primo amore biondo… Scocca la scintilla! Io ero bionda quindi decisi di diventare sua moglie. Il suo primo amore e penso, vista l’età, che era anche il mio primo amore. Preciso però che era un amore “a mente io non sapevo cosa e lui niente.” Non ho mai nascosto la mia grande passione per Massimo Ranieri per la sua voce, la sua eleganza e per quel fantastico sorriso. E anche quando ero ospite del reparto di oncologia di Fermo ne parlavo con le frequentatrici. Diciamo che ero la pazza del reparto. In quel periodo con la scusa del cancro potevo fare e disfare tutto. Ma la mia prima attività era quella di far ridere gli altri, forse perché non mi sono mai sentita malata. O magari perché amavo la mia testa pelata che trovavo molto pratica e sinceramente mi piacevo anche.

Qui conosco una persona fantastica Vincenza D’Angelo che mi regala un ritratto in bianco e nero di Massimo Ranieri. Bellissimo! Lei è di Porto San Giorgio professione orlatrice, ha iniziato a 12 anni perché in quegli anni non esisteva nè telefono azzurro né lo sfruttamento minorile e se prendevi un sonoro calcio nel sedere te lo tenevi e andavi a piangere in cameretta. Nel 2013 scopre di avere un cancro, in questi casi il mondo ti cade addosso o forse sei tu che cadi addosso al mondo, svenuta. Il suo oncologo dottor Luigi Acito che secondo lei non cura solo il corpo ma si prende cura anche dell’anima, (in questi reparti siamo coccolati e viziati da medici, infermieri e OSS) la sprona ad inseguire il suo sogno. Di sogni Vincenza ne aveva tanti ma li ha subito riposti in un cassetto iniziando a lavorare da bambina. Una cosa però aveva sempre desiderato fare : “dipingere”. Lei, una persona molto riservata e a tratti timida, non se la sente a 55 anni di mettersi in gioco. Non ha le basi. A Febbraio del 2016 spronata dal suo oncologo inizia a dipingere paesaggi, rocce, cieli immensi, gatti; la sua mano non si ferma più e prova con successo a fare anche ritratti. Ora a 59 anni ha fatto 8 mostre collettive e il 10 Dicembre 2019, una volontaria dell’Anpof di Fermo insieme al dottor Acito, creano una mostra nella sala di attesa dell’oncologia di Fermo. Per lei un’esperienza molto toccante non solo perché dottore e volontari ci hanno messo il cuore. Ma perché lei in quel reparto ha scoperto di essere un’artista con una dote innata. Lei ha una grande capacità: I suoi occhi vedono il bello e i colori della vita e le sue mani magicamente le imprimono su un cartoncino indelebile, affinchè i nostri occhi possano catturare l’essenza delle cose che giornalmente ci sfuggono.

Sonia Iacchelli

                                               Vincenza D’Angelo

 

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