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Emergenza covid 19: ecco come viene affrontata nelle scuole, parola ad un responsabile anti-covid

Un professore che lavora in una scuola di Fonte Nuova in provincia di Roma, di cui per ragioni di privacy non possiamo fare il nome, ci ha spiegato come la scuola dove lavora sta cercando di rispettare le regole anti-covid19. Il professore in questione è anche responsabile anticovid della scuola e lui ha voluto raccontarci questa esperienza che sta attualmente vivendo.

Come mai ha accettato l’incarico di responsabile covid nella sua scuola? “Ho accettato per spirito di servizio”.

In questo incarico è solo oppure ha un vice? “Ho un vice che ha molta esperienza nel mondo della scuola”.

Quali sono le sue mansioni in questo incarico? “Far in modo che al mattino alunni e colleghi entrino a scuola seguendo le regole anticovid, far in modo che tutti i green pass vengano adeguatamente controllati ogni giorno, se ci sono alunni e colleghi con la febbre vanno accompagnati in una stanza che è appositamente dedicata a questa emergenza e diverse altre mansioni”.

I suoi colleghi e gli alunni della scuola dove lei insegna sono consapevoli e rispettosi delle regole anticovid? “Si, i colleghi sono molto attenti e scrupolosi e cercano ogni giorno in ogni modo possibile di far rispettare le regole anticovid e di ricordarle agli alunni”.

Prima di assumere questo incarico è stato adeguatamente formato dalla scuola in cui lavora? “Si, la scuola dove lavoro si è subito prodigata fin dall’inizio dell’emergenza covid 19 per salvaguardare la salute degli alunni e di tutti noi professori e dell’intero personale e ha tentato di formarci con ogni mezzo disponibile che aveva”.

Quanto tempo porta via al suo lavoro di insegnante questo incarico ogni giorno? “E’ un compito che cerco di affrontare con molta responsabilità, ma che mi permette anche di insegnare in aula per molte ore”.

Lei che opinione si è fatto di questa emergenza? “Dobbiamo conviverci e combatterla con ogni mezzo lecito possibile. In passato ho fatto anche il ricercatore e mi interesso, quando è possibile, di capire come agisce la ricerca per trovare la migliore cura a questo virus. Sono anche sempre più convinto però, che se tutti rispetteremo le regole ne usciremo fuori bene”.

Come è cambiato il mondo della scuola dopo le prime fasi dell’emergenza? “E’ cambiato molto, dopo questa emergenza ci si deve dedicare di più a spiegare ai ragazzi le regole anticovid, occorre essere certi che cambino le mascherine spesso, essere certi che tengano i distanziamenti e che non facciano assembramenti e la stessa cosa vale per i professori, bisogna essere sicuri che seguano le regole quando sono fuori dall’aula e che quando entrano o escono dall’edificio lo facciano in modo ordinato e seguire tante atre regole obbligatoriamente. Quindi, in questo senso, la scuola è cambiata molto”.

Lei come si è trovato nella didattica a distanza? “La scuola ha dovuto lavorare molto per dotarsi di tutta l’attrezzatura necessaria per fare didattica a distanza e bisognava ad esempio controllare spesso che i computer andassero bene. Poi la scuola si è dovuta preoccupare che alle famiglie, che ne facevano richiesta, fosse portato il computer a casa e, successivamente, occorreva aiutare chi avesse avuto difficoltà a collegarsi. Nella prima parte dell’emergenza covid 19 ritengo sia stato giusto fare la didattica a distanza, ma poi è stato giusto ritornare in presenza con le dovute precauzioni per far avere ai ragazzi la socialità”.

I genitori dei ragazzi sono stati collaborativi durante questa emergenza? “I genitori sono stati collaborativi fin da subito e lo sono ancora oggi”.

Vuole aggiungere altro? “No, se non ringraziare dell’intervista”.

Tatiana Chiarini

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