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C’erano una volta le nonne …

C’erano una volta le nonne, sopravvissute alla guerra, alla miseria. Quelle che ti insegnavano a raccogliere le erbe per i campi. Quelle donne che al momento della merenda ti preparavano pane e olio, pane e burro con lo zucchero e con il succo fatto in casa dentro la bottiglia riciclata di gassosa, era talmente denso che quando lo finivi avevi la bocca addormentata. E per farlo uscire, con la manina davi dei colpetti continui. Quelle nonne che alle 18 in punto ti chiamavano per il rosario e se eri stato particolarmente bravo come premio le tanto attese caramelle Rossana.

Mia nonna dentro la tasca aveva un tesoro! Spuntavano le caramelle come in una fabbrica di dolci. Donne dedite alla casa, al risparmio e che facevano i conti con Lapis (matita) sul calendario di Sant’Antonio. Non mancava il sabato di vederle con la retina e i bigodini in testa mentre pulivano o cucinavano.

In inverno, davanti al camino ti insegnavano a fare a ferri o all’uncinetto e nel giro di pochi giorni indossavi un pullover nuovo.

Gli anni passano e da figlia, nipote, diventi mamma e poi nonna. Ti guardi allo specchio e in realtà non credi a ciò che vedi e dentro non sei neanche pronta ad esserlo.

Siamo nonne del 2020! Non sappiamo risparmiare, alcune sono casalinghe non per scelta ma perché in questo periodo di crisi hanno perso il lavoro. Altre lavorano con orari stabiliti: impiegate ,commesse e tanto di più. E tra queste spiccano anche le nonne con la libera professione o semplicemente con Partita Iva. Queste ultime in molti casi hanno figli a casa e a volte disoccupati, non rientrano nella fascia pensionabile, costrette a lavorare. O lavorare perché amano il proprio lavoro.

Nonne che si presentano da un cliente con tanto di seggiolino in auto, nonne che vanno al parco e non lavorano a maglia, ma si portano dietro il PC e lavorano su una panchina, tra un selfie e l’altro. Prese da Facebook e in attesa di like su Instagram. Poi cosa dire dell’ invito per l’apericena che ti arriva da un’amica su whatsApp?

Niente più retine in testa ma appuntamenti tra parrucchieri, estetiste e palestre.

A questo proposito un giovane ragazzo di 22 anni, Tarik Boschi Grafic ArTic, ha avuto la fantasia di fare uno shooting fotografico ad una nonna del XXI secolo rapportandola alle nonne che avevamo nel 1967.

La differenza è enorme! Loro sembravano nonne davvero, noi dobbiamo ancora abituarci.

Sonia Iacchelli

 

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