HomeGreen NewsTerremoto: "Nuova Vita" alle macerie per non dimenticare

Terremoto: “Nuova Vita” alle macerie per non dimenticare

Tre aziende del territorio colpito dal sisma del 2016 sono protagoniste, insieme alla Mineralogia dell’Università di Camerino, di una sinergia industriale e una filiera verde per il riciclo degli scarti da costruzione e demolizione di edifici.

La rimozione e la riutilizzazione di questi materiali rappresentano un problema da risolvere per incentivare la ricostruzione dopo gli eventi sismici.                                      Le aziende Adriatica Bitumi, Impresa Edile Gaspari di Ascoli Piceno e Grandinetti di San Severino Marche si sono unite per il progetto “Nuova vita – Economia circolare post sisma per costruzioni ed opere”, in modo da recuperare gli scarti da demolizione e trasformarli in mattonelle così da utilizzarli nei cantieri della ricostruzione.

L’Adriatica Bitumi, capofila del progetto, ha allestito l’impianto per il trattamento degli scarti, che verranno usati usati anche per la realizzazione delle pavimentazioni stradali. Il materiale di demolizione, opportunamente selezionato, viene trattato dall’azienda Grandinetti che ha ideato nuove mattonelle, base proprio su scarti di demolizione e cemento. L’Azienda edile Gaspari infine ha sperimentato l’applicazione dei nuovi prodotti nei suoi cantieri di ricostruzione, accolta positivamente da tecnici e da proprietari di case.

“Nell’ambito del progetto, l’Università di Camerino, che partecipa come consulente” – sottolinea la prof.ssa Eleonora Paris, docente della Sezione di Geologia e responsabile Unicam del progetto – “ha inoltre promosso l’utilizzazione della procedura Life Cycle Asssessment per determinare l’impatto ambientale della produzione delle mattonelle ‘Nuova vita’, evidenziando come la riutilizzazione di questi scarti per prodotti a più alto valore aggiunto ha anche un impatto positivo sull’ambiente”.

A ciò si aggiunga che “il costo altissimo dell’energia e delle materie prime renderà sempre più conveniente l’uso di materiali per l’edilizia ottenuti con materiali riciclati e prodotti a freddo come le graniglie, in confronto ai materiali ceramici che vengono cotti ad altissime temperature con materie prime di importazione come il caolino”.

Un progetto innovativo dunque, che sta tentando di risolvere il gravoso problema dello smaltimento delle macerie provenienti dai luoghi terremotati, sempre nel rispetto dell’ambiente e di chi ha pagato sulla propria pelle le conseguenze di quel drammatico evento.

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