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Fabrizio Cotognini, The flying dutchman a palazzo Buonaccorsi

Ai musei civici di Palazzo Buonaccorsi è possibile ammirare, fino al prossimo 30 ottobre, la personale di Fabrizio Cotognini, “The flying dutchman”, una mostra d’arte contemporanea in equilibrio fra installazioni, illustrazioni e disegni. Il lavoro dell’artista maceratese, classe ‘83, declina a modo proprio, fra bozze e appunti posti accanto ai disegni, la maniera di intendere il titolo della mostra, letteralmente “L’olandese volante”, che prende le mosse dall’opera wagneriana a cui si sono ispirate, nel corso del tempo, cinematografia, musica, scrittura.

Come si legge nel catalogo della mostra, ed in particolare nel saggio dedicato all’artista da Lorenzo Benedetti, “ […] se la narrazione ha come obiettivo lo sconfinamento interdisciplinare tra oggetti e linguaggio, il tempo diventa, per Fabrizio, il luogo in cui bisogna immergersi, andare a sondare la profondità quasi irricevibile dell’abgrund e sperimentare inconscio e memoria che si fanno metafora d’arte, composizione, arditezza speculativa”.

Quindi tavole, oggetti, modifiche apportate a disegni già esistenti, opere riviste e rivisitate hanno come scopo, oltre che la messa in evidenza del tempo e in controcanto l’immanenza dell’arte nei suoi confronti, la ricontestualizzazione di una tradizione iniziata con Wagner e proseguita con la serie di film pirati dei Caraibi, ma anche la musica dei Jethro tull, le vicende di Silver surfer, il cartone animato Simpson, il romanzo di Joe Lansdale e una lettura del pittore marchigiano Osvaldo Licini. Fabrizio Cotognini, artista colto e sincero, pone la sua interrogazione all’arte quale summa delle diverse modalità creative elencate partendo dalla domanda rinascimentale di quale, fra immagine e parola, sia la forma d’arte per eccellenza. Ecco spiegati gli appunti, piccoli e fitti, accanto ai disegni, il lavoro su materiali pregiati (anche grazie alla sua preparazione da orafo), la sua passione per l’alchimia e per le piante, gli animali fantastici, la loro terribile bellezza.

Un’arte quindi, quella di Cotognini, che fa suo il canone dell’arte classica per innovarla, emularla, aggiungendo, tassello dopo tassello, un pezzo di contemporaneità a forme già consolidate.

C’è anche attenzione alla propria terra: tutti i materiali utilizzati sono made in Marche, in particolare legate alle attività artigiane del territorio maceratese, con il calzaturificio Santoni di Corridonia come main sponsor della mostra, che è visitabile negli orari di apertura di Palazzo Buonaccorsi. Per info e prenotazioni 0733 266361.

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