A Macerata il MuBi torna ad aprire le porte alla divulgazione scientifica con una nuova mostra dedicata agli artropodi, il gruppo di animali più numeroso e, allo stesso tempo, tra i più spesso fraintesi del nostro Pianeta. Da mercoledì 23 settembre gli spazi espositivi del polo museale ospitano “ARTROPODI – Piccoli organismi con un grande pianeta sulle spalle”, un percorso pensato per raccontare attraverso scienza, arte ed esperienze didattiche il ruolo fondamentale di insetti, aracnidi, crostacei e miriapodi.
L’iniziativa è promossa dal Comune di Macerata, Macerata Musei e Museo Civico di Storia Naturale, insieme all’Associazione Amici del Museo di Storia Naturale e al CEA Parco di Fontescodella.
Macerata e la scoperta del mondo degli artropodi
Il MuBi, immerso nel verde dei Giardini Diaz di Macerata, si conferma così uno spazio dedicato alla divulgazione scientifica e all’educazione ambientale, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
«Il MuBi si conferma un presidio culturale e divulgativo di primaria importanza per Macerata, un luogo capace di coniugare la bellezza del nostro patrimonio con la passione per la conoscenza scientifica», sottolinea il sindaco Sandro Parcaroli, evidenziando anche il valore della collaborazione tra istituzioni e associazioni del territorio.
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Lorella Bendetti, che definisce la nuova esposizione un esempio di cultura «accessibile, partecipata e fortemente formativa». L’obiettivo è infatti andare oltre la semplice visita alla mostra e offrire soprattutto a bambini e ragazzi strumenti per comprendere meglio la biodiversità e gli equilibri degli ecosistemi.
Oltre l’80% delle specie animali conosciute
Ma perché dedicare una mostra agli artropodi?
La risposta è già nei numeri. Insetti, aracnidi, crostacei e miriapodi rappresentano oltre l’80% delle specie animali conosciute e hanno un ruolo determinante nel funzionamento degli ecosistemi.
Sono protagonisti di processi che spesso diamo per scontati: dall’impollinazione alla decomposizione della materia organica, dalla rigenerazione del suolo al controllo naturale dei parassiti, fino al loro ruolo all’interno delle catene alimentari.
Piccoli organismi, dunque, ma con un impatto enorme sull’ambiente e sulla nostra stessa vita.
È proprio questa apparente contraddizione a rappresentare il cuore della mostra: far conoscere un mondo che spesso osserviamo con diffidenza o paura, mostrando invece quanto sia indispensabile per la sopravvivenza degli ecosistemi.
“Occorre conoscere per proteggere”
Il percorso nasce anche grazie al lavoro dei volontari dell’Associazione Amici del Museo di Storia Naturale.
Il presidente Emanuele Dezi ha ringraziato in particolare Valentina Iesari, Maurizio Giacomini, Federico Landi, Massimo Tombesi, Gabriele Beccacece, Patrizio Bronzi, Stefano Lapponi e Fabio Pettinari, sottolineando come la divulgazione rappresenti uno strumento fondamentale per trasmettere messaggi legati alla tutela dell’ambiente.
Il motto dell’associazione riassume bene lo spirito dell’iniziativa: “Occorre conoscere per proteggere”.
Conoscere gli artropodi significa infatti comprendere meglio anche il delicato equilibrio nel quale viviamo.
Dalla biodiversità alla medicina: perché ci riguardano da vicino
Il tema non riguarda soltanto la natura e gli ecosistemi.
Come spiega Alessandro Blasetti, componente del comitato tecnico-scientifico del MuBi e responsabile dello Staff del Polo Museale d’Ateneo dell’Università di Camerino, gli artropodi presentano connessioni con numerosi aspetti della vita quotidiana, dall’alimentazione alla ricerca medica, passando per la scoperta di principi attivi e per la conservazione della biodiversità.
L’esposizione vuole quindi accompagnare il pubblico oltre la naturale ritrosia che spesso suscita questo piccolo mondo, mostrando quanto sia in realtà grande il suo ruolo per l’intero Pianeta.
Gli artropodi diventano anche arte
Uno degli elementi più particolari della mostra è rappresentato dalle sculture di Simona Fiore e Lorenzo Possenti, utilizzate per rendere più immediatamente comprensibili le caratteristiche e l’evoluzione degli animali protagonisti dell’esposizione.
Il curatore scientifico Leonardo Piana spiega che proprio le ridotte dimensioni degli artropodi hanno portato gli organizzatori a utilizzare le opere artistiche come strumento per raccontarne la storia evolutiva e il ruolo ecologico.
Le sculture si inseriscono inoltre nel percorso di accessibilità e inclusione che caratterizza il MuBi, trasformando la divulgazione scientifica in un’esperienza non esclusivamente basata sulla lettura dei pannelli.
Non solo mostra: al MuBi anche laboratori per le scuole
Una delle caratteristiche dell’iniziativa è la possibilità di trasformare la visita in una vera esperienza pratica.
Durante la settimana il MuBi sarà infatti a disposizione di scuole e associazioni, che potranno partecipare a percorsi didattici e attività laboratoriali organizzati nelle aule della struttura.
Il CEA Parco di Fontescodella curerà i percorsi formativi dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, con l’obiettivo di affrontare il tema della biodiversità anche attraverso attività pratiche.
L’idea è semplice ma importante: non limitarsi a spiegare cosa siano gli artropodi, ma aiutare bambini e ragazzi a superare paure e pregiudizi e a comprendere il loro ruolo nell’ambiente.
Per scuole e gruppi è necessaria la prenotazione, scrivendo a ceamacerata@risorsecoop.it.
Quando visitare la mostra “ARTROPODI” a Macerata
Nei fine settimana l’ingresso alla mostra è gratuito e comprende la visita guidata.
Gli orari cambiano a seconda del periodo dell’anno.
Ottobre, novembre e dicembre
- Sabato: 15:00-18:00
- Domenica: 10:00-13:00
Aprile, maggio, giugno e settembre
- Sabato: 10:00-13:00 e 16:00-19:00
- Domenica: 10:00-13:00
La struttura resterà invece chiusa nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, luglio e agosto, oltre che nelle giornate festive del 25 aprile e 1° maggio.
La nuova mostra rappresenta quindi un’altra occasione per scoprire il MuBi di Macerata e i Giardini Diaz attraverso un punto di vista insolito: quello di creature minuscole che, nonostante le loro dimensioni, hanno un peso enorme negli equilibri della vita sulla Terra.





