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La Valigia di Salvataggio: A Macerata Protocollo d’intesa per aiutare le donne vittime di violenza

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, nell’Auditorium della Biblioteca Mozzi Borgetti, è stato sottoscritto il Protocollo d’intesa per il sostegno e la promozione di azioni condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza di genere, come già sperimentato positivamente nelle Questure di Roma e Napoli.

La platea dei sottoscrittori

Ampia la platea dei sottoscrittori formata dalla Polizia di Stato – Questura di Macerata nella persona del Questore Vincenzo Trombadore, il Comune di Macerata – Assessorato alle Politiche sociali e Pari opportunità con il vice sindaco e assessore Francesca D’Alessandro, l’Ambito territoriale sociale n. 15 con la dirigente Carla Scarponi, la Provincia di Macerata con il consigliere delegato alle Pari opportunità Laura Sestili e l’associazione “Salvabebè/Salvamamme” con il direttore Katia Pacelli.

Presenti anche il vice questore della Polizia di Stato e dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Macerata Patrizia PeroniSabrina De Padova presidente del Consiglio delle donne di Macerata, Valentina Ugolinelli vice presidente della Commissione Pari opportunità della Regione Marche, Marika Marinsalti, che sarà la corrispondente per il nostro territorio dell’associazione “Salvabèbè/Salvamamme”, ed Emanuele Panunti entrambi per Banca Macerata Rugby  e Massimiliano Bizzozzero Fiamme Oro Rugby, testimonial dell’associazione.

La valigia di salvataggio

Il documento, che nasce grazie al progetto “Valigia di salvataggio” dell’associazione “I diritti civili nel 2020 – Salvabebè/Salvamamme”, ha come obiettivi quelli di rafforzare e ampliare la rete di soggetti impegnati nel contrasto della violenza di genere sostenendo la donna nel percorso di uscita dalla violenza, di instaurare un rapporto di sistematica collaborazione per informare la popolazione in merito all’esistenza del progetto e delle modalità per accedervi e in ultimo promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione.

L’Associazione Salvamamme fornirà, ai Centri Antiviolenza del territorio della provincia, un kit per le prime necessità, anche dei minori eventualmente presenti, in caso di allontanamento urgente dalle mura domestiche e successivo collocamento in struttura protetta. Ed è proprio nell’ottica di intervenire sempre prima, sempre più tempestivamente che si vuol dare un segnale di “salvataggio” che vada insieme e oltre l’intervento di polizia per violenza tra le mura domestiche.

Fondamentale il lavoro in rete

“Ancora una volta il lavoro in rete, tra partner istituzionali e non, è fondamentale – ha detto il Questore Vincenzo Trombadore – perché è proprio l’approccio integrato è quello che consente alle donne che vivono in situazioni di difficoltà di sentire che intorno le Istituzioni lavorano assieme ed in un’unica direzione: riuscire a fare quadrato contro la violenza, nell’esclusivo interesse delle vittime”

Una rete solida

“Con la firma di questo protocollo intendiamo proseguire nel percorso intrapreso per essere al fianco delle donne vittime di violenza. attraverso un lavoro collegiale e trasversale che interessi tutto il nostro territorio – ha affermato il vice sindaco e assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità Francesca D’Alessandro -. Ognuno per la propria competenza, si collabora alla costruzione di una rete solida, come recitano le finalità del protocollo, in grado di affrontare i fenomeni dello stalking, della violenza e del maltrattamento. Il sostegno alle donne nel loro percorso di uscita dalla violenza passa anche per la tempestività delle azioni da intraprendere. Per tale motivo bisogna agire con la massina celerità, fornendo risposte in grado di assistere e proteggere le donne in momenti particolarmente delicati della propria storia personale. Prevedere la presenza dell’associazione ‘Salvabebè/Salvamamme’ nel nostro territorio, è pertanto un’azione concreta, condivisa con il Centro antiviolenza, per essere sempre di più parte attiva in questa battaglia da intraprendere per proteggere le donne maltrattate.”

La “Valigia di Salvataggio” è nata per fare fronte alle richieste di aiuto delle vittime di violenza che scelgono di allontanarsi rapidamente da una casa che può diventare una trappola mortale e che, al momento della fuga, non hanno il tempo né il modo di portare con sé oggetti personali.  I primi giorni di allontanamento, infatti, costituiscono un momento critico, una zona rossa all’interno della quale la donna è confusa, spesso terrorizzata, può subire pressioni esterne, minacce e quindi è essenziale che abbia un primo aiuto tempestivo, che la metta al sicuro fino più a indirizzarla verso strutture adeguate.

Cosa contiene la valigia

A loro, che non devono “tornare indietro” viene consegnata una valigia che, oltre ai di beni di prima necessitàprevede, a seconda dei casi, servizi di accoglienzasostegno psicologico e legale e quanto necessario, accompagnandole alla presa in carico.

Ogni valigia, composta per taglie e in base alla stagione contiene biancheria intima, un paio di scarpe e di pantofole, maglie, pantaloni, vestiti, guanti e cappello, capospalla e prodotti per l’igiene personale.

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