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La scomparsa del giornalista Sandro Petrone, Il ricordo di Claudio Ricci

E’ morto dopo una lunga malattia il giornalista del TG2 Sandro Petrone che per sette anni ha insegnato all’Università di Macerata. Lo ha ricordato Claudio Ricci, giornalista oggi impegnato nel turismo a Macerata ed ex studente del corso universitario dove insegnava Petrone.

“Ho conosciuto Sandro Petrone – spiega Claudio Ricci – quando ero studente all’università di Macerata. Teneva un corso di giornalismo e lo ha fatto per sette anni. I suoi corsi erano molto frequentati da noi che allora eravamo giovani studenti. Petrone dialogava molto con gli studenti, li ascoltava e gradiva le loro domande. Durante le lezioni e anche prima, Petrone raccontava spesso le sue esperienze da inviato all’estero e quelle di conduttore di varie edizioni del TG2. Gli studenti ascoltavano in modo molto attento queste esperienze, soprattutto perché Petrone li metteva a loro agio parlando con competenza e garbo. Dava molti consigli a noi che studiavamo per diventare giornalisti e consigliava noi tutti di leggere molto. Ha scritto parecchi libri utili per noi giornalisti allo scopo di continuare a formarci ed era una persona ed un giornalista attento alle peculiarità dei territori in cui lavorava. Quando dovevamo fare interviste ci raccomandava sempre di farci dare più informazioni possibili sulle persone e sui territori dove andavamo a lavorare per arrivare a realizzare servizi ben preparati. Raccontava spesso le differenze che vedeva tra il nostro popolo italiano e quelli delle nazioni estere dove andava a lavorare. Era una persona molto riflessiva e aveva il giusto garbo che gli permetteva di ascoltare i cittadini comuni e di condurre il TG2 in modo molto educato. Era molto appassionato di musica e non lo nascondeva perché gli piaceva parlare di questo argomento, per questo alcuni suoi progetti musicali rimarranno insieme a noi anche dopo la sua morte. Lui amava le Marche, è stato molto vicino al territorio marchigiano quando quest’ultimo era in difficoltà, ne metteva spesso in evidenza le peculiarità ed era ben voluto in ateneo da parte dei suoi colleghi e dagli studenti. Non faceva mai pesare il fatto che lavorava in un telegiornale nazionale come è il TG2, di cui parlava spesso quando raccontava le sue esperienze inserendole nelle lezioni che teneva in università.

Io –prosegue Claudio Ricci – ho sfogliato alcuni suoi libri e li approfondirò presto ancora meglio. Ha dato molto lustro, a mio avviso, all’università di Macerata a livello nazionale ed aveva sempre una buona parola ed un incoraggiamento per tutti. Quando sono arrivato ad essere giornalista pubblicista, ho sempre cercato di seguire il suo esempio professionale e di mettere in pratica sul campo i suoi consigli che ho sempre ritenuto importanti. Ricordo che gli piaceva esplorare il giornalismo a trecentosessanta gradi e, quando ha scoperto il fatto che l’Università di Macerata aveva aperto Radio Rum, ha apprezzato molto il progetto della radio web dell’ateneo. Ho visto i primi passi di Radio Rum e ricordo che lui si interessava spesso all’attività di Radio Rum ed una volta si è anche fatto intervistare nella sede della nostra radio web passando così da intervistatore ad intervistato. Non ricordo se la realizzai io stesso quell’intervista, ma ricordo che lui mise a proprio agio coloro che lo stavano intervistando e raccontò tanti aneddoti della sua carriera giornalistica. E’ una persona ed un giornalista che, sicuramente, mancherà moltissimo all’Università di Macerata, alla città di Macerata e a livello nazionale perché aveva un modo di condurre il TG2 intelligente che permetteva allo spettatore di avere un approfondimento delle notizie in modo veloce e puntuale. Non ero informato del fatto che stesse male e la notizia della sua morte mi ha molto rattristato, per questo faccio le condoglianze alla famiglia e ribadisco che era un grande professore molto comunicativo con i suoi studenti e con la gente comune e con chi lo circondava. Lo ricorderò sempre con grande stima e cercherò di mettere in atto la professionalità che mi ha insegnato nei progetti che sto seguendo adesso nel turismo e in quelli che seguirò in futuro. E’ stato molto importante dal punto di vista della mia formazione professionale e di persona – conclude Claudio Ricci – averlo avuto come professore”.

Tatiana Chiarini

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