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Covid 19 voce ai ristoratori, intervista a Stefania Cittadini

Stefania Cittadini è un’imprenditrice nel campo della ristorazione. Da alcuni anni gestisce il ristorante pizzeria “La Filarmonica” di Macerata e, in questa intervista, ci spiega come i ristoratori hanno vissuto l’emergenza del covid 19.

“L’ emergenza covid – spiega Stefania – prima che venisse dichiarata pandemia globale fu affrontata con il distanziamento dei tavoli e igenizzanti, ma di lì a 4 giorni chiusura totale. il ristorante è aperto tutto l’anno, quindi è stato chiuso quando ce lo hanno imposto. il personale è stato messo in cassa integrazione, ma ad oggi non è arrivata nemmeno la conferma delle domande presentate 2 mesi fa’. Nel periodo di stop forzato io e i miei collaboratori facevano spesso riunioni in video-chiamate per studiare nuovi menù, per vedere come affrontare la riapertura che già sapevamo dura e lunga, predisponendo spazi consoni alle nuove normative, facendo formazione con la responsabile haccp per le nuove norme da rispettare e facendoci forza a vicenda.

Da imprenditrice è inutile dire che l’emergenza non è stata affrontata da chi paghiamo tutto l’anno con il 65% di tassazione in modo adeguato e garantendoci una sorta di sopravvivenza. Da cittadina ritengo che il popolo italiano abbia affrontato tutto da solo e ringrazio all’infinito medici, operatori sanitari, Oss, addetti pulizie, addetti supermercati, trasportatori, che in prima linea hanno rischiato la vita. Dopo questa emergenza il mondo della ristorazione è già cambiato, di certo la qualità e la professionalità nel settore fanno da padrona. Finalmente dopo tanto circo, si tornerà un pò indietro nel tempo secondo me, basandosi molto sulla tradizione e territorio. Quando è stato riaperto, ovviamente, la sede invernale è stata quella più colpita perché è solo per cerimonie, cene aziendali, conviviali, meeting, ecc., quindi per la struttura invernale dovrò attendere settembre. La sede estiva che è ristorante alla carta è stato subito riaperto. Il decreto varia rispetto alle strutture, fortunatamente noi abbiamo una struttura grande per questo abbiamo avuto meno problemi se non il fatto che da 180 posti dichiarati nella licenza siamo scesi a 55 posti, ovviamente sanificazione, igenizzanti, guanti, mascherine. I centri estivi credo siano un lontano ricordo. Il servizio che offriremo saranno nuovi menù, altro purtroppo non possiamo fare”.

Tatiana Chiarini

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