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Alta Sartoria, l’esperienza di Paola Manarolla

Paola Manarolla è una sarta romana specializzata nella realizzazione di abiti di alta sartoria e non solo. Da tempo collabora con la Compagnia nazionale di danza storica (CNDS) diretta da Nino Graziano Luca che ha anche una sede nelle Marche. Noi siamo andati ad intervistarla per scoprire questa sua arte; ecco cosa ci ha detto.

Quando ha iniziato il suo lavoro di alta sartoria? “Ho iniziato a studiare la sartoria e modellistica da donna diversi anni fa ed in seguito a lezioni private presso una sarta di zona mi iscrissi ad una famosa scuola di Roma (la Scuola di moda Sgrigna) da cui ottenni la certificazione professionale di Sarta e Modellista per capi femminili. In seguito appassionata ed incuriosita dal costume storico, in particolar modo vittoriano, ho intrapreso studi presso fonti storiche, testi di moda antichi e musei come autodidatta. Ho una mia biblioteca credo ormai piuttosto grande di sartoria e costume storici in continua espansione da cui studio, oltre che numerose fonti in rete”.

Quali studi ha dovuto compiere per arrivare a fare il suo lavoro di alta sartoria? “Ho studiato per circa due anni presso la scuola sopra citata e svolto capi d’abbigliamento richiesti ed esami volti a conseguire il certificato di Sarta Modellista Sitam, legalmente valido in tutta Europa. In seguito ho fatto pratica presso alcuni atelier e sartorie, seguito workshop di aggiornamento della professione e svolto lavori in proprio nel mio laboratorio”.

Per farlo ha una sua azienda o un suo laboratorio? “Ho per l’appunto un laboratorio presso il mio domicilio come piccolo artigiano”.

Quante ore ogni giorno dedica a questo lavoro? “Dipende dalle commissioni richieste, di media dalle 5 ore alle 9 ore. Alcuni giorni li trascorro recandomi in svariati negozi alla cerca di materiali, studiando da testi in mio possesso o online e svolgendo fotografie artistiche ad i miei costumi con la fotocamera mirrorless. Alterno inoltre la sartoria alle normali attività domestiche in casa in orari prestabiliti, poiché il mio compagno lavora full time”.

Lei produce solo abiti di alta sartoria oppure anche quelli più comodi da indossare tutti i giorni? “Produco per lo più costumi di rievocazione ed ispirazione storica e corsettistica da donna, sia storica che moderna. Amo i corsetti vittoriani e gli stays settecenteschi per cui con il tempo mi sto specializzando anche in quel campo di moda, oltre a collezionarne pezzi antichi.

Quale metodo utilizza per scegliere le stoffe degli abiti di alta sartoria? “Dipende molto dall’abito: i tessuti che uso di più sicuramente sono i taffetà, il cotone, il lino ed il coutil. Stoffe per lo più naturali, tranne che per i taffetà spesso richiesti sintetici a causa della differenza economica. Amo lavorare con filati in seta e fare occhielli a mano”.

Da quanto tempo produce abiti storici? “Credo saranno sui 4 anni circa o poco meno”.

Collabora anche con altre associazioni che si occupano di storia con abiti di alta sartoria? “Solitamente lavoro per privati, da qualsiasi scuola o Paese provengano”.

Da quanto tempo collabora con la CNDS per la produzione di abiti storici? “Ho piacere di produrre, da qualche anno, abiti per le dame della scuola di Nino Graziano Luca ed alcune di esse credo siano ormai affezionate clienti”.

Quali fonti utilizza per aggiornarsi sulle novità del suo mestiere? “Riguardo ad aggiornamenti seguo le scuole di studio del costume storico, sia per le nuove fonti filologiche prodotte (è in uscita a breve per esempio il nuovo libro “Patterns of Fashion” dalla School of Historical Dress di Londra), sia per corsi professionali di aggiornamento del mestiere”.

E’ presente su internet per far conoscere il suo lavoro di alta sartoria? “Sono presente su internet attraverso i social Facebook ed Instagram, in cui trovate la mia pagina sartoriale “Butterfly Garments”. Ho da poco inserito anche inserzioni sulla piattaforma commerciale Etsy”.

Come vede il futuro del settore in cui sta lavorando? “Credo si tratti di un settore conosciuto ed apprezzato sia tra privati, sia in ambito teatrale nelle sue versioni più rivisitate e rielaborate. È un settore di nicchia, ma che proprio come tale non ritengo verrà facilmente soppiantato dal fast fashion e dalle produzioni di massa: vi sono infatti fortunatamente ancora molte persone che apprezzano l’artigianalità manuale e lo studio dietro tutto questo. Nella sua chiave più filologia non credo abbia molto spazio ad un’evoluzione di stile, se non attraverso rielaborazioni moderne o teatrali e fantasy. Ma non credo vi sia necessariamente bisogno di un’ evoluzione in tal senso, in quanto il costume storico nella sua purezza è affascinante e perfetto così com’ è”.

Ha prodotto lavori di alta sartoria conosciuti anche a livello nazionale ed internazionale oltreché nel Lazio? “Al momento no, ho collaborato con l’atelier di moda di Federica Fedemorgana Carone in passato come sarta, il che mi ha permesso di lavorare in un paio di occasioni per Farani, Dolce e Gabbana ed un paio di altri marchi di moda”.

Vuole aggiungere altro? “La ringrazio per l’ intervista, spero che il mio settore di artigianato sia di interesse per molti lettori e di poter trasmettere la mia passione per tale arte anche a chi non ne sa nulla”.

Tatiana Chiarini

 

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