Home Musica Sferisterio, 50 anni di lirica

Sferisterio, 50 anni di lirica

Il 2014 è un anno importante per Macerata e per il Festival operistico che si svolge ogni anno dentro l’incredibile spazio dello Sferisterio. Ricorre la Cinquantesima edizione dell’attività lirica dentro il monumento progettato nel 1823 da Ireneo Aleandri. Ci sono occasioni in cui l’ufficialità del tono è resa necessaria dal valore dell’evento che si descrive. Sono molto fortunato a giungere al mio terzo anno di direzione artistica del Festival, in occasione di una festa così importante: nel 1921 la geniale intuizione del conte Pieralberto Conti di Civitanova, fece rinascere i fasti di un luogo nato come stadio della palla al bracciale, per splendere come nuovo tempio della lirica a cielo aperto. Molte le ragioni, non solo artistiche, che stimolarono tale iniziativa; tuttavia ci piace pensare che il cuore ancora vivo di quell’avventura, fu l’amore tra il conte e Francisca Solari, soprano genovese di una certa fama a quei tempi. E fu Aida. Ora come allora, torna a splendere la saga della principessa etiope, schiava presso la corte egizia. Amo l’opera perché è un oggetto di bellezza classica, intramontabile, eloquente ora con la stessa forza di un tempo. Aida è un’eroina perché vive in un mondo che non le dà lo spazio adeguato per essere felice, fino a ucciderla. Purtroppo, nel guardarmi intorno, ho la sensazione che oggi tale condizione non sia davvero mutata. La donna continua a subire angherie, violenze, soprusi e sopraffazioni. Con “L’opera è donna” abbiamo voluto dedicare a loro il nostro Festival del Cinquantenario: Aida, Tosca, La traviata, tre grandi figure femminili che diventano eroiche loro malgrado. A dimostrazione delle difficoltà che ancora trovano le donne nell’affermarsi, abbiamo deciso che fossero tre donne a dirigere la nostra orchestra nei tre titoli. Per avere un punto di vista femminile per queste partiture e perché il podio, emblema del potere culturale, ancora oggi è ben lontano dal vedere una parità di sessi. Amo l’opera perché da subito ha dato alla donna quel ruolo da regina e quello spazio centrale che mai il mondo le ha concesso, relegandola spesso in spazi marginali.
Lunga vita all’opera.
Lunga vita alle donne.
Lunga vita allo Sferisterio.

 

Francesco Micheli

Tratto dal n’1 (2014) di MG Marcheguida


 

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