Tre città, tre appuntamenti, un unico filo conduttore: il jazz come linguaggio universale capace di parlare a pubblici diversi, attraversando generazioni, gusti e sensibilità. Con l’International Jazz Day 2026, Musicamdo porta in scena una rassegna diffusa che dal 28 al 30 aprile animerà la provincia di Macerata, facendo tappa a Camerino, Tolentino e Macerata con un programma ricco e sfaccettato.
Non si tratta di una semplice sequenza di concerti, ma di un vero e proprio percorso musicale e culturale che unisce nuove composizioni, approfondimenti storico-musicali e un omaggio alla grande tradizione della canzone italiana. Un evento pensato per chi ama il jazz, ma anche per chi vuole avvicinarsi a questo genere in modo accessibile e coinvolgente.
L’International Jazz Day, celebrato ogni anno il 30 aprile, nasce nel 2011 su iniziativa dell’UNESCO grazie alla visione di Herbie Hancock, con l’obiettivo di promuovere il jazz come strumento di dialogo tra culture diverse. Ed è proprio questo spirito di apertura e contaminazione a guidare la rassegna proposta da Musicamdo Jazz.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Adesso Musica, l’Istituto Musicale N. Biondi e l’Istituto N. Vaccaj, con il sostegno dei Comuni di Camerino e Macerata, delle università UNICAM e UNIMC, del Ministero della Cultura, della Regione Marche, del Club per l’UNESCO di Tolentino e delle Terre Maceratesi.
Un viaggio tra suoni contemporanei, storia e grandi omaggi
Il primo appuntamento è fissato per martedì 28 aprile a Camerino, all’Accademia ABF “F. Corelli”. Protagonista della serata sarà Lorenzo Scipioni con il progetto “How do you turn this on”. Un lavoro costruito su composizioni originali che mescolano il linguaggio del jazz contemporaneo con influenze pop rock e new wave. Il risultato è un suono dinamico e malinconico allo stesso tempo, aperto all’improvvisazione e al dialogo tra i musicisti.
Sul palco insieme a Scipioni ci saranno Thomas Lasca alla chitarra, Nico Tangherlini al pianoforte, Andrea Elisei alla batteria e il sassofonista Lorenzo Simoni, vincitore del Premio Massimo Urbani 2023. Un ensemble che promette un’esperienza sonora intensa, capace di trasformare ogni brano in un momento unico.
Il giorno successivo, mercoledì 29 aprile, la rassegna si sposterà a Tolentino, all’Istituto Musicale “N. Vaccaj”, con un appuntamento che unisce musica e racconto: “La storia del sassofono nel jazz. Da Sidney Bechet a Michael Brecker”.
Un vero e proprio viaggio nella storia di uno degli strumenti simbolo del jazz, guidato da Stefano Conforti ai sassofoni, affiancato da Alessandro Menichelli al pianoforte, David Padella al contrabbasso e Roberto Bisello alla batteria. Un evento pensato per accompagnare il pubblico tra epoche e stili diversi, mostrando come il sassofono abbia contribuito a definire il suono del jazz nel corso dei decenni.
Gran finale a Macerata con un omaggio a Ornella Vanoni
Il culmine della rassegna arriverà giovedì 30 aprile a Macerata, nella suggestiva Sala Cesanelli / Sferisterio, con “Lisa canta Ornella – Omaggio a Ornella Vanoni”.
Sul palco Lisa Manara, accompagnata da Aldo Betto alla chitarra e Riccardo Catria alla tromba, darà vita a una rilettura elegante e personale del repertorio di una delle voci più iconiche della musica italiana.
Più che un semplice tributo, il concerto si presenta come una reinterpretazione in chiave jazz, bossa nova e canzone d’autore dei brani di Ornella Vanoni. Un percorso musicale che mette in luce la profondità e l’attualità di un repertorio capace di attraversare oltre sessant’anni di storia senza perdere forza espressiva.
Un evento che dimostra quanto il jazz sia ancora vivo
Le tre serate, pur diverse tra loro, condividono una visione comune: il jazz non è solo memoria, ma una forma d’arte in continua evoluzione.
Dalle contaminazioni contemporanee alla riscoperta delle radici, fino agli omaggi alla grande musica italiana, questa rassegna dimostra come il jazz continui a essere uno spazio aperto di sperimentazione e dialogo.
Un’occasione preziosa per vivere la musica dal vivo in modo autentico, lasciandosi sorprendere da linguaggi diversi ma profondamente connessi tra loro. E per tre giorni, Macerata e il suo territorio diventano il centro di questo racconto sonoro capace di unire tradizione e innovazione.





