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Baroque Reloaded – Debutto a Jesi

Omaggio a Giovanni Battista Pergolesi, tra antiche sonorità e variazioni elettroniche, al XIX Festival Pergolesi Spontini. Mercoledì 4 settembre, alle ore 21 al Teatro Pergolesi di Jesi, debutta in prima assoluta un nuovo spettacolo elettronico/multimediale dedicato alla musica barocca dal titolo “Baroque Reloaded. Cantate de l’Espace-Temps”. Lo firma il compositore Matthieu Mantanus al pianoforte ed elettronica, visual art designer è Sara Caliumi, al clavicembalo Rossella Policardo, al violoncello Giulio Padoin, soprano Giulia Bolcato.

Lo spettacolo è una nuova commissione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con JeansMusic lab e Fondazione Pietà de’ Turchini, con il contributo di Fondazione Cariverona Bando “Cultura 2019”.

Baroque Reloaded è un vasto affresco musicale e visivo in cui Vivaldi, Pergolesi e Alessandro Scarlatti si alternano senza soluzione di continuità con la Cantate de l’Espace-Temps, sei movimenti prevalentemente elettronici composti da Matthieu Mantanus per fungere da cornice musicale contemporanea ai brani barocchi; il tutto immerso – grazie alle tecniche di videomapping – in una scena video in continua evoluzione, che accompagna lo spettatore attraverso “un buco spaziotemporale musicale” innovativo ed emozionante.

Trecento anni separano i due mondi musicali, e il loro accostamento evidenzia da una parte le loro chiare differenze – forse ulteriormente marcate dall’impatto dell’elettronica -, ma dall’altra il loro indistruttibile legame: sono entrambi specchio dell’Umanità, delle sue emozioni più profonde, e l’evoluzione dei mezzi di espressione ha cambiato solamente il punto di vista, non il soggetto.

In programma, le “Cantate de l’Espace-temps” di Matthieu Mantanus, la Toccata in la minore per clavicembalo di Alessandro Scarlatti, la Cantata RV796 “Usignoletto bello” e la Cantata RV655 “Era la notte…” di Antonio Vivaldi, la Cantata op.2 n.1 “Lontananza” di Giovanni Battista Pergolesi.

«Mi è venuta l’idea dello spettacolo studiando queste meravigliose cantate, in cui il soprano piange l’assenza dell’amato. Mi sono chiesto a chi si stesse realmente rivolgendo? E la risposta mi è sembrata tanto ovvia quanto stimolante: si rivolge al pubblico che la ascolta. Dunque, oggi, significa a persone che vivono nel XXI secolo. Da lì l’idea di dare una forma musicale a questo “buco spazio temporale”, grazie al quale l’arte dialoga con civiltà lontane secoli da quelle in cui è stato concepito. Una specie di cornice musicale contemporanea che fosse in grado di creare una particolare prospettiva nell’ascolto del barocco», spiega Matthieu Mantanus, pianista, direttore, compositore e ideatore dello spettacolo.

Prosegue Sara Caliumi, visual art designer che ne ha curato tutta la parte visiva: «Ho lavorato a lungo ascoltando sia le cantate che la musica di Matthieu, e alla fine ho pensato di aggiungere con la scenografia video una riflessione ulteriore, abbastanza paradossale: un mondo barocco analogico, che sogna e sperimenta le prime forme di tecnologia e sogna il futuro, che dialoga con un mondo contemporaneo impaurito e sazio dei propri mezzi con i quali finisce per ricreare un mondo analogico, un mondo che percepisce come naturale, poetico e rassicurante».

«È un viaggio, quello in cui invitiamo il pubblico – conclude Mantanus – un viaggio in cui non si trasporta lo spettatore in un mondo anticom come potrebbe accadere in un “normale” concerto barocco, ma al contrario, usando la tecnologia musicale e visiva, si trasporta la musica antica, così com’è, nel nostro mondo. Per ascoltarla da un punto di vista diverso».

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