Home Green News Montagna: un'occasione nell'emergenza. Intervista a Marco Ceccarani

Montagna: un’occasione nell’emergenza. Intervista a Marco Ceccarani

Con la Fase 2, dopo i primi giorni di assestamento, si è permessa l’attività motoria individuale o familiare. Una boccata di ossigeno (in tutti i sensi) che ha visto la montagna riproporsi come territorio ideale, per sicurezza e distanziamento grazie alla sua vastità. Ne abbiamo parlato con il presidente della sezione di Macerata del Club Alpino Italiano Marco Ceccarani.

Presidente, qual è lo stato delle attività del CAI in questa Fase 2 della gestione della pandemia Covid-19?

“Dopo aver passato un periodo di incertezze a seguito del decreto relativo alla fase due, sono state chiarite alcune posizioni. C’era incertezza soprattutto sul fatto di poter andare in montagna o meno. Questo aspetto mi pare sia stato chiarito a livello governativo, con il permesso di fare attività motoria. Ovviamente si tratta di attività individuali, a livello di sezione l’attività è ancora ferma. C’è un approccio giustamente molto prudenziale del CAI che, al di là delle norme giuridiche, invita sempre alla massima prudenza perché siamo in una fare di osservazione di come evolverà la situazione. Fare la passeggiata in montagna piace a tutti ma in questo momento si invita alla prudenza.”

Qual è invece più nello specifico la situazione della sezione di Macerata?

“Non avendo ancora direttive dal CAI centrale per la riapertura delle attività di sezione, che in questo momento non sarebbero possibili perché si parla solo di attività a livello individuale o al massimo di nucleo familiare. Ci dispiace un po’ perché la sezione aveva un programma abbastanza ampio per questo anno, in cui avevamo portato a termine sviluppi interni, con nuovi titolati e 5 corsi messi in piedi. Purtroppo, come per tantissime altre attività è stato sospeso.”

Ovviamente adesso non ci sono linee guida ma quali aspettative o auspici ha per il prosieguo dell’emergenza?

“Contiamo che magari dalla Fase 3 o 4 si possa riprendere l’attività, ovviamente con modalità diverse rispetto a prima. Per ora non abbiamo indicazioni comunque. Abbiamo consigliato ai soci di riprendere l’attività in maniera moderata, supportando con materiale informativo per favorire una certa alternanza dei percorsi e ridurre il rischio di sovraffollamento, dando supporto a percorsi magari meno noti ma comunque belli da scoprire, anche nell’ottica della sicurezza e della scelta di percorsi più adatti a livello turistico in cui la componente naturalistica e artistica può dare un valore aggiunto.”

Con la Fase 2 si è cominciato a riaprire un po’ anche alle uscite individuali e oltre tutto sono ripartiti i cantieri della ricostruzione. Ci sono i presupposti anche per un rilancio del territorio montano secondo lei?

“Sicuramente la vedo come un’opportunità per far conoscere e vivere territori magari non molto conosciuti che però adesso si offrono come alternativa per andare all’aria aperta in maniera più distanziata e meno rischiosa. Questo può permettere di portare gente in zone meno frequentate, rilanciando zone colpite dal sisma.”

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