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Vanity Fair racconta La poesia delle Marche

La rivista “Vanity Fair” racconta “La poesia delle Marche”. In un viaggio – reportage della giornalista Sara Magro da San Severino alla Riviera del Conero, tra cremini fritti e piccole vigne, vengono presentate bellezze, descritte emozioni, evocati sentimenti.

“Le Marche sembrano la Toscana d’una volta. Ancora più autentiche. Forse perché un po’ più isolate, si sono preservate nella loro grande bellezza – scrive l’autrice del servizio, che spiega – Infatti il viaggio da Ancona, dove arrivano i treni veloci, a San Severino è un’ora e mezza di incantevole intervallo attraverso campi di girasoli, ulivi e campi di carciofi che riempie cuore e occhi”.

Molte le immagini a corredo dell’articolo con il centro cittadino e la campagna settempedana in bella mostra.

“Certo il terremoto ci ha dato un bello scossone – racconta incontrando l’inviata di Vanity Fair il direttore artistico del teatro Feronia, Francesco Rapaccioni, che fa da guida alla scoperta della città – Un anno fa hanno demolito un’ottantina di palazzine ma per fortuna piazza del Mercato, chiese ed edifici medievali sono rimasti intatti. Anche il teatro ha resistito. E’ un gioiello con gli affreschi a tempera, il lampadario barocco e il sipario a olio di Filippo Bigioli”.

La visita prosegue in piazza Del Popolo e alla pinacoteca civica “P. Tacchi Venturi” con una tappa speciale dedicata, dalla rivista, al “Mangiar bene, modern rétro”.

“Al ristorante Cavallini fanno il risotto allo champagne con gli scampi. Sarà superato ma tutti lo ordinano (…) Ecco le Marche: modernamente rétro, con la cura di oggi (anzi di sempre) per la qualità, che sia una semplice panzanella alla trattoria Ninetta o una cena da Piero, dove cremini fritti e ciauscolo sono serviti con i vini di famiglia, bio e a residuo zero, provenienti dalla doc più piccola d’Italia, I Terreni di Sanseverino.

Dei vini – spiega la giornalista di Vanity – si occupa Giovanni Meschini, ex manager di Poltrona Frau. Lusso ed eleganza sono concetti con cui ha lavorato, e si intuisce dall’ordine sovrano del vigneto, che sembra crescere su un campo da golf. Dante Duri, invece, ha la cantina più piccola della Doc Serrapetrona (…) Va fiero della sua Vernaccia nera passita, come dei concerti aperitivo che organizza ogni estate sulla sua terrazza. La terra chiama. Anche Cinzia Anibaldi, che faceva tutt’altro, e un giorno davanti all’uliveto di famiglia si è chiesta: “Perché non occuparmi di questo ben di Dio?”. Detto fatto. Oggi produce un olio pluripremiato, conserve con gli ortaggi, i legumi e la frutta che coltiva. E’ tutto all’inizio, ma le persone qui amano la loro terra e la valorizzano. L’ospitalità è ancora semplice, ma da qualche tempo è nato un network (www.homelikevillas.com), per offrire ospitalità in case e dimore storiche come la sontuosa Villa Teloni con parco e piscina”.

Come detto il viaggio di “Vanity Fair” da San Severino Marche prosegue fino al Conero, con sosta a Recanati, per raccontare, nelle stesse pagine del ricco reportage, “La Poesia delle Marche”.

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